Marc Lombard

Marc Lombard Design
Marc Lombard
Marc Lombard Design
Con l’equipe Jeanneau abbiamo sempre voluto spingerci oltre, far meglio e servirci delle innovazioni.

UNO STUDIO DI PUNTA NELLA TECNOLOGIA

Marc Lombard ha iniziato la sua carriera di architetto navale nell’ottobre 1981. Dopo aver studiato all’università di Southampton nella sezione yacht design, nell’ottobre 1982 si mette in proprio come architetto navale. 

Lo studio Marc Lombard Design ha concepito più di 250 differenti progetti e più di 3 500 sue imbarcazioni da diporto solcano i mari in tutto il mondo. In società con Éric Levet ormai da quasi 20 anni, lo studio ha prosperato e si è ingrandito, arrivando oggi a contare 8 membri. Inizialmente specializzato nei velieri da corsa multiscafo e monoscafo, lo studio ha poco a poco diversificato le sue competenze effettuando progetti per l’industria degli yacht di gran serie, per il settore dei super yacht e, più di recente, per quello delle imbarcazioni da lavoro e degli yacht a motore. 


UN RAPPORTO DI FIDUCIA 

Nel 2002 Jeanneau si rivolge a Marc Lombard per progettare il Sun Odyssey 35, modello dal successo commerciale impressionante con più di 1 400 pezzi venduti. 

In seguito, lo studio Marc Lombard Design progetta altri cinque modelli: il Sun Odyssey 39 i, il Sun Odyssey 42 i, il Sun Odyssey 36 i e poi il Sun Odyssey 49 DS e il Sun Odyssey 42 DS.

Più di recente, Marc Lombard Design ha ideato il Sun Odyssey 379, diventato poi Sun Odyssey 389, nato dalle innovazioni nella forma delle carene “crociera”. Ha collaborato inoltre con Jeanneau per la realizzazione del Sun Odyssey 349,il cui successo non si smentisce mai.

Ad oggi sono state vendute più di 17 000 barche della gamma Sun Odyssey. Questa grande avventura industriale si evolve continuamente per ottenere uno sviluppo razionale di tutta la gamma.

“Mi rendo conto che il cantiere procede inesorabilmente verso una maggiore qualità, un maggior confort e maggiori performance, con la più grande soddisfazione dei clienti. Quanto a noi, siamo pronti a contribuire con la nostra cultura “pluralista”delle barche.”